Ludovico il Dimezzato

Era il 2016. Nell’entroterra marchigiano, tra le mura antiche di un borgo sospeso nel tempo, si svolgeva Templaria, una rievocazione storica capace di far vibrare l’anima.

Ricordo ancora l’emozione di quella sera. Tra i bagliori delle torce e il suono lontano dei tamburi, rimasi incantata davanti a uno spettacolo che sfidava la gravità: Ludovico il Dimezzato, un funambolo che sembrava danzare nell’aria, in equilibrio tra il cielo e la terra.

Ero più timida allora, ma il desiderio di immortalare quel momento superò ogni esitazione. Mi avvicinai, il cuore che batteva forte, e gli chiesi di poterlo seguire, di poter raccontare la sua arte attraverso il mio obiettivo. Con un sorriso, accettò.

Il funambolismo mi ha sempre affascinato. Rimanere in bilico tra il cadere e il restare in piedi è, in fondo, la metafora più autentica della vita stessa.