Tullio Gregory
La vita tra le parole.
Avevo solo 18 anni quando, con mio padre, entrai nella casa di Tullio Gregory. Non sapevo ancora che quell’incontro sarebbe rimasto impresso nella mia memoria con la stessa intensità di un ritratto in bianco e nero.
Mi accolse con uno sguardo curioso, seduto tra le sue montagne di libri, circondato da pagine che sembravano respirare con lui. Non c’erano comodini, non c’erano tavolini: solo libri. Ovunque. E con la sfrontata ingenuità dei miei anni, gli chiesi quanti ne avesse. “Settantamila,e sono solo una parte” rispose con naturalezza. La domanda successiva nacque da sola, quasi per gioco: “Li ha letti tutti?”
“Sì.”
Rimasi in silenzio, incredula. Davanti a me non c’era solo un filosofo, uno storico del pensiero, ma un uomo che aveva vissuto tra le parole, tra le idee, tra mondi interi racchiusi tra le pagine.
Quel giorno, senza saperlo, mi lasciò un dono prezioso: la consapevolezza che la conoscenza non è solo accumulo, ma respiro, presenza, vita. Custodisco quell’incontro con cura, come si custodiscono le cose rare, quelle che ti cambiano per sempre.

